Nebbia fitta e vetri appannati, buio completo rischiarato ogni tanto da sbadigli come candeline sulla torta dei diciotto.
Casa si avvicina, l'orologio scorre al ritmo di quel buon blues degli Hot Tuna dei tempi migliori, tutto quel che basta per non sentirsi solo, un sollievo e un imbroglio sottile, perchŔ la musica alta non fa compagnia, allontana solamente i cattivi pensieri, ti pare poco. Casa si avvicina, Anna rimane al suo posto, avrÓ finito di lavarsi ed ora sarÓ giÓ a letto nel suo pigiamino pastello a leggere un libretto da mille lire, piccolo antidoto per la sua Anna frastornata di pensieri, la stessa Anna che dopo tutto fra dieci minuti si addormenterÓ dimenticando tutto. Le cose non vanno per niente bene, Anna Ŕ bella, Anna Ŕ sola e fragile, Anna non Ŕ roba di nessuno.
Spenge quell'inutile autoradio. Uno, due minuti. Anna cosý piccola e leggera, Anna Ŕ una fotografia che danza nel vento, si avvicina e si allontana ogni secondo, poi d'istinto vola via e tornerÓ tra chissÓ quanto, e non c'Ŕ niente di pi¨ inutile che rincorrerla, marcando bene i passi, senza nascondersi, e lasciarsera sfuggire goffamente, testimone il mondo intero di quel lento incedere e dello scemare di ogni sua minima speranza. Come stasera. Le casse ricominciano a cantare, suoni ormai distanti, tutto quel che basta per non sentirsi solo ora Ŕ il colore familiare della luce che scende dai primi lampioni, casa si avvicina, le nuvole di nebbia si tingono di rosso, sembra quasi caldo, lÓ fuori. Rallenta, accosta, si ferma, una boccata d'aria, un sorso d'acqua alla fontanella che lui solo pu˛ chiamare per nome. Un lungo sospiro, le casse lÓ dentro continuano a sputare blues.

di Formika