- Specchio, servo delle mie brame, dimmi, chi è la più bella del reame?
Francesca andava matta per quella parte di Biancaneve. Fin da quando era piccola, guardando il cartone di Walt Disney, appena arrivava a quel punto della storia, cominciava il riavvolgimento. E così… “specchio, servo delle mie brame…” era qualcosa che la affascinava, lo specchio magico… e poi, sentirsi dire che era lei la più bella, lei e solo lei…
Anno dopo anno la sua bellezza cresceva con lei. La pelle da bambina diventò una pelle da adolescente, morbida e liscia, piaceva tanto a molti ragazzi… poi, un giorno, si trovò a fronte con la terribile verità: si invecchiava. Ma lei non voleva invecchiare, non poteva invecchiare… la sua pelle, così bella, non poteva diventare un giorno rugosa e cadente…
Questo Francesca lo sapeva bene. Lei non sarebbe mai invecchiata! Mai la sua pelle avrebbe avuto una ruga, mai sarebbero comparse macchie sulle mani.
Lo specchio era il suo alleato, e il suo nemico. La sosteneva, le rimandava l’immagine di una Francesca stupenda, con gli occhioni dorati messi in risalto da una carnagione bianca e da una bocca rossa e piena… ma le ricordava anche che la sua bellezza sarebbe appassita.
Oh, no… avrebbe trovato un rimedio, un modo per non invecchiare…
Il tempo passava, Francesca raggiunse lo splendore massimo… era bellissima, e tanto più sapeva di essere bella, tanto più aveva paura di guardarsi allo specchio… non poteva immaginarsi uno specchio che le rimandava un’immagine avvizzita e spenta…
E poi, capì. Trovò la soluzione. Era così semplice… lo specchio, il suo alleato l’avrebbe accolta fra le sue braccia d’argento… la sua immagine non sarebbe più cambiata!
Quella sera, disse addio al mondo reale. Come Alice, sarebbe passata “attraverso lo specchio”, e lì sarebbe rimasta. L’immagine della sua bellezza non sarebbe più cambiato. Lei sarebbe rimasta sempre la stessa. Un’immagine di bellezza…
Un rumore di vetri rotti infranse la tranquillità della casa.
E quando accorsero, era già tutto finito. Lo specchio dalla pesante cornice dorata, che per Francesca era sempre stato lo “specchio di Biancaneve”, era caduto su di lei. Francesca aveva esaudito il suo desiderio… era entrata nello specchio. Ma lo specchio non l’aveva accolta, perché lei era ancora là. Solo, morta. La sua bellezza si sarebbe distrutta al buio… non venne nemmeno sepolta in una bara di vetro come Biancaneve…
Nessuno però riuscì a capire perché lo specchio fosse crollato, era sempre stato fisso al muro… sembrava sicuro. E poi, in piena notte… cosa ci faceva Francesca, in piena notte davanti ad uno specchio?
Nessuno lo capì mai… il suo mistero non venne mai svelato, ma se si fosse osservato bene il corpo, sicuramente la soluzione sarebbe stata trovata, nascosta nelle tante, piccole, iridescenti schegge di vetro.


di Razorblade Kiss