Conservo il dolore come l'oggetto da stringere tutti i giorni in mano; lo conservo stringendolo nelle mani come pietre laviche.
Lui tagliente e caldo,mi squarcia le mani; regala sagnue al sangue,e mangia sospiri intrisi di lacrime che ormai ,bruciano più di un raggio di sole nella gola.
Chiudo gli occhi;dico a me stessa di stare calma...:"devo avere pasienza...devo ancora avere pasienza".
Non so più cosa aspetto...
Sdraiata in una collina sotto il veloce alternarsi di soli e lune,vorrei che qualcuno mi spegnesse per sempre; vorrei che qualcuno stringesse in mano la mia vita come un fazzoletto intriso di polvere e sangue...
Vorrei tanto che qualcuno gettasse via tutto...così...senza emozioni...senza pensarmi... Precipitare dal cielo come una cometa alla ricerca di un nuovo mondo.
Essere acqua...mare...
Essere tutto...niente.
Così;solo così...un cristallo opaco lasciato in balia di se stesso e dei flutti violenti del ricordo.
Se vuoi puoi trovarmi; puoi cercarmi.
Io ci sono;ci sono sempre stata.
La pietra su cui ti sei seduto nel bosco...quel giorno che non dimenticherai mai...
Ero l'acqua che scorreva dal rubinetto ogni mattina; ero lì...ti scioglievo la faccia;ne assorbivo i colori; li mescolavo come pastelli per bambini.
Mi sentivi bruciarti...mi sentivi farti male...
volevo solo tu mi sentissi...
Ero lì...sabbia sotto i tuoi piedi;eppure mai...nemmeno una volta mi raccogliesti.
Sono il suono di violino che arceri stellati suonano in veloci corse notturne; sfrenate...da schianto.
Lo schianto che ti abbraccia prima di lasciarti incosciente; ero lì...anche allora.
In quella solita bottiglia dal gusto troppo amaro;
mi tenevi sul bordo delle tue labbra...mi tenevi finchè il gioco non era finito.
Mi tenevi...
tienimi ancora...così...come petali e tintinnii di cristallo.Resterò viva...accanto a te...oltre i confini più a nord...oltre i ghiacciai...oltre il vento che sospinge l'universo.

di Madame Isabel