Nell'antica Grecia si credeva che ogni uomo avesse il suo demone buono che lo consigliava e gli procurava benessere fisico. Credo che "M" nella mia vita sia codesto demone, forse Ŕ una presenza insidiosa che pu˛ praticare anche la magia nera o un individuo sognatore e lunatico che vive al di fuori del suo tempo.
Se rappresentasse il ritorno di un amante che mi aveva abbandonato? Sý, forse ci siamo amati in un'altra vita, e oggi in lui rivive lo spirito del conte di Saint Germain: quel personaggio ambiguo che si aggir˛ per le corti di mezza Europa nel XVIII secolo, che oltre ad aver scoperto l'elisir di lunga vita riusciva a tramutare i metalli vili in oro.
Chi Ŕ "M"? Attendo l'arrivo brutale e violento di questa risposta che indicherÓ chi sono io veramente. Non posso accettare di essere una torcia spenta nella mano del viandante. Cosý, anche "M" Ŕ un viandante in questo capitolo di storia a noi sconosciuto, scritto da XXX.
La sua gentilezza, le sue attenzioni, in quel modo cosý particolare di presentarsi a me, mi fa pensare a "colui" che frustava le sue adoratrici per vari motivi, uno tra i quali il non aver commesso male a sufficienza. La sua voce Ŕ una corda tesa di violino. In quei suoi occhi Ŕ come se vi fosse racchiuso un mondo occulto ed io vi vorrei accedervi in nuditÓ cerimoniale.
Il suo volto racchiude altri volti, le sue mani, non sono mani comuni, non sono mani di un uomo. Su di me si posano come l'eternitÓ, l'infinito.
Sono pura energia che infonde calore e forza, ma soprattutto Fede! La sua pelle Ŕ di un serpente tentatore che con la sua dialettica a me sconosciuta seduce, m?induce ad assaporare "la conoscenza": un peso che si schiaccia padrone sul mio per distruggere quella mia educazione bigotta che tutt'oggi mi opprime.
"M" pu˛ offrire molto.E' una fonte inesauribile di fascino perverso, mentre io, sono frigida, vuota, una zombettina che sfida il "sole".
Come Cassandra vomito sentenze ed ingoio vergine dolore per logorarne il cuore. Come vorrei che "M" fosse un necrofilo sarebbe pi¨ facile per me stargli accanto. Io che ho ciucciato la vita da un seno materno freddo: l'epigrafe di una tomba dimenticata anche dal tempo. Oh! "M"! Vorrei darti la morte con un bacio passionale! Sý! Uccidere ci˛ che desidero! Sý! Uccidere il mio desiderio!
Che cosa dire della stanza di "M"? In un primo tempo pensai alle parole di Dracula: "entrate liberamente e andatavene sano e salvo, lasciando qui un po' della felicitÓ che portate con voi".
La stanza non ha bisogno della felicitÓ altrui per offrirla, magari, al suo inquilino. Bensý di tutto ci˛ che Ŕ di pi¨ intimo e celato dentro ogni ospite che vi si ferma: segreti, desideri e quant'altro per potersene cibare! Essa vive nel suo arredamento.
Essa vibra come una corda tesa di violino. Da un senso di protezione, d?infinito. E' energia che stimola le facoltÓ psichiche dell'artista!
La stanza vive in "M".
"M" vive nella stanza, e come se la stanza vivesse anche in me ed io in lei. Ne percepisco la sua assenza, nel ricordo di quel profumo che non os˛ definire che cerca di trascinarmi come se fossi una foglia in una dimensione a me sconosciuta e angosciante. Un profumo che mi raggiunge alle spalle quando sono o mi sento sola e mi fa cercare, desiderare il suo inquilino: "M"!


di Libera CÓrpino