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Non è così, non è di questo mondo
il vostro suono...
- E le stillanti nebbie che salgon dalla valle involano la terra e mi cancellano -
La verde luna di gennaio è a voi propizia, campane.
- E' fredda la notte, e veglia, intimorita. -
Se voi suonate, sono i vivi quei che son morti, ed ora, sono i morti quei che vivono;
porte che si chiudono, lastre, ecco dischiuse...
Oh, su voi, la luna di gennaio!
Campane sotto la luna di gennaio!
- Silenzio... Piangono...
Tutto che piange nel tramonto
piange a oriente,
piange in una città dormente, di melanconici fanali;
piange più in là, sul mare;
piange più in là, nell'aurora che tristemente inargenta d'ombra l'orizzonte.
- Campanili della gelata, di qual paese siete?
Che ora batte su di voi?
Io non mi ricordo mai le cose...
Suono trasfigurato, suono che erri; campane folli, che tra le fitte stelle errate!
No!
- E le stillanti nebbie che salgon dalla valle, involano la terra e mi sommergono
in una città dormente, di melanconici fanali.
di Juan Ramòn Jiménez
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