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chi gioca alla poesia lascia segni effimeri
ricordo una pianta rampicante
nell'occhiello di una diga,
terra smossa sullo sfondo,
legni maceri
ciņ che č grande si dissolve,
ciņ che cade non ha ombre da mostrare
non ti troverņ mai
in questi silenzi da rispettare,
ritmi tribali e stupidi riti di folle paganti
assetate di tremiti,
non ti troverņ mai
di Giu
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