Sono la regina della depressione
che di notte intraprende viaggi oscuri
fatti di ricordi
e di solitudine
perchŔ lui non c'Ŕ.
PerchŔ lui Ŕ andato via.
Mi dicono che io sono un'attrice.
Inizio ad essere nervosa.
Le attrici sono false.
Io no,
cazzo, no!
Sono un'essenza reale.
Se potessero vedere la mia anima capirebbero.
Ma non possono farlo.
La mia anima si Ŕ eclissata.
Con te esistevo.
Esistevamo entrambi.
C'eravamo io e te
e la notte...
e le stelle...
e la gente ci guardava camminare per strada...
Ci guardavano
e non so cosa pensavano di noi,
mi basta sapere cosa pensavi te.
Tu mi volevi.
Tu mi desideravi.
Tu volevi stringermi.
Ancora,
ancora,
ancora.
E mi avresti stretto per sempre.
Quella notte....
tu mi parlavi,
io non ti ascoltavo.
Mi bastava vederti
e stavo dannatamente bene.
Io...piccola dolce creatura.
Ero ossessiva per te?
Ti stavo uccidendo con le mie paranoie?
Mi fissavi con i tuoi occhi azzurri,
mi penetravi con un solo fottuto sguardo.
Io piangevo.
Le lacrime hanno sempre rigato il mio volto
violentemente,
con dolce ossessione.
Provavo tetro senso di adorazione mentre mi legavi i miei polsi.
Ti ho adorato come se tu fossi una divinitÓ.
Lo eri, per me.
La corda violentava la mia pelle.
Pensavo a quanti segni sarebbero rimasti sulla mia pelle.
Non mi legavi stretta per possedermi,
volevi distruggermi,
umiliarmi.
Volevi lasciarmi sulla pelle il ricordo di te,
il ricordo di noi due.
Avrei leccato ogni centimetro della tua pelle
nutrendomi di tutto ci˛ che uno come te poteva offrirmi.
Avrei lacerato il tuo corpo con lame ardenti
per poi bere il tuo sangue
ossessivamente.
Il tuo liquido rosso a placare la mia sete.
Di cosa avevo sete?
Cosa volevo?
Ti volevo?
Nessuna risposta.
E nella mia mente scorrono via i ricordi.
La dannazione m'invade.
Uccido me stessa perchŔ la mia mente non si ferma.
Penso e non fermo il fiume che mi scorre dentro.
Folli pensieri di macabre sensazioni
nella mia mente diluviano come goccie di pioggia.
Non smetterÓ mai di piovere,
mai.
Mi sorridevi.
Il tuo sorriso da ninfomane creatura dell'oltretomba.
Le gente che sorride Ŕ felice.
Tu no.
Quella era ipocrita felicitÓ.
Il male era in noi
e pensavamo di illuderlo.
Gli illusi per˛ eravamo noi due.
E ora dove sei, amore mio?
Dove sei?
Cosa stai facendo?
Di lÓ c'Ŕ il paradiso?
Stai bene lý?
Ci sono nuvole a forma di poltrona?
E Dio ha a barba bianca?
Ossessione.
Sono un'ossessione.
E anche tu lo sei.
Mi riempiresti di domande se io fossi morta.
Se potessimo parlare.
Nei miei sogni mi dici di star bene.
Ma io non sono una sognatrice.
False immagini di candida illusione.
E' tanto tempo ormai
che non desidero altro che sentirti.
Vorrei che tu mi parlassi ancora
dicendomi "Sto bene"
dicendomi "Ti amo"
dicendomi "Mi manchi"
dicendomi "Presto ci vedremo".
PerchŔ presto ci vedremo....


di Dannata
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