Lui corre. E' una vita intersa che sognava questo momento. L'ansia la paura, l'eccitazione.
L'adrenalina che quasi lo tradisce.
Avverte la tensione muscolare mentre corre, gli avambracci che si gonfiano. I pugni che si stringono. Stringono come mandibole.
I suoi piedi schiacciano con violenza l'acqua piovana. Voglio che mi sentano, pensa.
Come una frusta. Ripetutamente.
L'odore del sangue gli invade le narici, Nonostante la pioggia precipiti a catinelle le sue vesti rimangono tinte di rosso. sulla sua pelle vi sono le tracce indelebili di un passato che appartiene ad appena cinque minuti prima.
Non gli importa di ciò che ha fatto. Gli importa di ciò che sta per fare.
Seguono il mio odore, pensa sorridendo. E intanto ombre si agitano nel buio.
E' troppo su di giri per accorgersi del freddo che gli morde le braccia e dell'umido che gli penetra nelle ossa. Lui corre.
D'un tratto il suo sguardo viene rapito dal cielo notturno. Da qualcosa che non gli appartiene. Eccoli, grida nella mentre. E' ora.
La corsa si blocca nel centro di una piazza. con le gambe divaricate ferma lo slancio della corsa. Non c'è niente. tranne il battere incessante della pioggia. I capelli gli si appiccicano sul viso ma lui non se ne cura. La sua attenzione è tutta rivolta ai tetti delle palazzine che lo circondano. La notte prende consistenza e due gambe emergono dal buio.
Da là sotto, per come la vede lui, quelli che compaiono sopra le gambe sono due occhi da vampiro.
Il suo petto ansima ancora. Una respirazione che con calma riprende il controllo, e tra un respiro e l'altro, altri occhi e altre gambe compaiono dal niente.
Il suo respiro di ferma prima di quanto dovrebbe.Quanti cazzo sono, gli passa per la mente. E durante quel pensiero il cuore quasi non gli batte.
Quanti cazzo sono, ripete.
Ovunque sui tetti intorno a lui vi sono figure umane che s'intravvedono appena, e tutti hanno gli occhi accecati dall'ira.
Che sarà mai, pensa. Ne ho solo massacrata una di voi.
Inconsapevole del gesto si lecca il labbro inferiore che sa ancora di sangue. e me la sono masticata, aggiunge.
Un fremito percorre la notte. tutti quegli occhi dimostrano di essersi accorti del suo gesto. Lui tende i muscoli. Sa che ci sarà da divertirsi.
Allora il cuore batte più forte. Il cuore batte più forte e il torace si gonfia. Un grosso respiro. Il cuore batte più forte. Un tamburo che percuote le sue membra. Il torace si sgonfia. Un battito lento ed assordante. Un fremito e il cuore che batte più forte.
Uno strillo taglia la pioggia. Il volto di una donna vampiro che prende forma e attraversa le gocce per ammazzarlo. Quell'attimo basta perchè lui riconosca lo sguardo assassino di lei, i suoi denti che oltre lo strillo brillano quasi.
E il cuore che batte più forte fino a scoppiare.
Non ha il tempo di graffiarlo con le unghie che il suo viso viene investito e trasfigurato, gettandola a lato della strada.
Il suo corpo giace a terra, come un pupazzo abbandonato. Le gocce della pioggia tamburellano sulle sue vesti.
Lo sguardo degli spettatori fatica a distogliersi da ciò che rimane immobile a terra, finchè un ringhio udito appena li richiama alla realtà.
Di ciò che era un uomo non rimane nulla.
Sotto di loro, al centro della piazza, una bestia con sguardo feroce li osserva. Un tremolio incontrollato gli solleva le labbra scoprendo un cumulo di denti lunghi ed affilati che s'intrecciano tra loro come un mucchio di sciabole impazzite.
Per un attimo le figure oscure indietreggiano.
La bestia solleva il grosso braccio destro con il quale ha scaraventato a terra la donna.
con un cenno li invita a raggiungerlo.
Un delirio di strilla infernali echeggia nella piazza, attraversa i vicoli e s'impossessa della città. Quella notte nessuno oserà uscire di casa.
Come enormi formiche nere impazzite, l'esercito di vampiri si avventa sulla bestia.
Pochi hanno la sventatezza di gettarsi sul licantropo al volo, e con uno schiaffo di artigli vengono subito messi a tacere. gli altri corrono giù lungo le pareti dei palazzi, come se la gravità non fosse per loro una preoccupazione.
Un cerchio nero di esseri maledetti si stringe intorno alla creatura. Un ringhio possente scaturisce dalla sua gola e da allora la pioggia si tinge di rosso.
Il licantropo non attende di essere aggredito e corre davanti a sè distruggendo la simmetria di quell'avanzata. Corpi e membra vengono straziati dai suoi artigli.
Afferra gli esseri inumani che gli si aggrappano alle spalle per gettarli a terra come mucchi di carne senza valore, calpestandoli poi nel suo incedere. Chi tenta di morderlo alla gola viene, a sua volta, separato dalla propria testa con un morso. I suoi denti lacerano i corpi. Affondano nei toraci o strappano i loro arti.
D'un tratto l'assalto comincia a faticarlo. L'attacco si rivela tanto numeroso da sottometterlo alla massa di corpi che lo schiacciano a terra. Un principio di esasperazione gli fa gettare via tre vampiri con una sola bracciata, ma non si rivela sufficiente.
Quando si accorgono della sua debolezza l'esaltazione li rende ciechi e si accalcano ancora più massicci. Il corpo della bestia scompare sotto di loro.

(mettere in carattere inclinato)
Nel silenzio dentro la sua mente, la bestia non si muove. Rimane lì, immobile. Al buio.
I loro piccoli denti aguzzi gli lacerano le carni. Le loro unghie graffiano il suo corpo ovunque. Ma lui non avverte il dolore.
Respira. L'uomo prende il controllo della bestia, un attimo sufficiente a calmarne la disperazione.
Il sangue gli fluisce lungo le braccia fino a colare dalle mani.
Respira, pensa. Poi l'uomo scompare
(fine carattere inclinato)

Un verso gutturale si avverte sotto il chiasso della pioggia e dell'euforia.
Un verso gutturale e poi un ringhio sommesso. Qualcuno se ne accorge. Alcuni sguardi diventano sospettosi. Ma non bastano per sopravvivere.
Un urlo feroce accompagna l'esplosione dei corpi. La bestia, ormai irriconoscibile oltre il sangue e le ferite che lo ricoprono spalanca le fauci al cielo e alla luna che si fa spazio tra le nubi scure. Il suo verso echeggia nella piazza.
Ora è il licantropo a possedere la città.
Con la furia che possiede solo l'animo degli animali feriti, dilania il corpo di chiunque e trovi nel suo campo visivo. La sua furia investe i vampiri che gli si oppongono, uno alla volta. Balza con salti di oltre tre metri. Si aggrappa con le unghie alle pareti e si getta sui corpi martoriati ma ancora in vita delle sue vittime.
I vampiri hanno paura. Poi muoiono.
Quella notte di sangue sembra non volere avere fine. Ma d'un tratto giunge il silenzio.
Un ultimo lamento si avverte tra i corpi, la bestia lo calpesta incurante.
con il sopraggiungere dell'alba tutti quei corpi scompariranno. Solo il lago di sangue rimarrà e, colando poi insieme alla pioggia, colmerà le fognature della città.
Invadendone le arterie.
La bestia si accascia vicino ad un muro. Il suo braccio possente ma ferito la trattiene dal cadere. Poi la circonferenza del braccio diminuisce. Il pelo scompare nel corpo in una lancinante e dolorosa trasformazione. Rimane solo l'uomo.
Il braccio non riesce più a trattenerlo. Cade a terra, in una pozza rossa che esplode sotto il suo peso.
Il suo battito è irregolare. La respirazione lenta.
Sta morendo.
si volta e tenta di acquistare una posizione più comoda. Abbandona la schiena contro il muro. così che possa rimirare con i suoi occhi la carneficina che ha provocato.
Ora, spoglio e ferito, non trasmetterebbe timore a nessuno.
si lascia lì, in attesa che l'alba lo illumini.
Poi l'imprevedibile conseguenza della stanchezza. Si accorge di averne dimenticato uno.
Quest'ultimo si trova in fondo alla piazza, sulla parete opposta. Nella sua stessa identica posizione.
L'avversario si solleva da terra, sembra essere ancora in forze. Si avvicina a lui con calma.
Perchè non fugge, si chiede. Sta per arrivare l'alba.
Il vampiro lo raggiunge. E' affaticato, ma ancora in forma. I suoi occhi sono spenti da qualunque emozione. Privi anche di un prevedibile odio.
Fuma una sigaretta. Sfila il pacchetto dalla tasca del suo giaccone di pelle, ormai ridotto a brandelli.
Gli chiede se ne desidera una. Senza aspettare una risposta gliela porge e l'accende.
Tenta di accasciarsi accanto ma nel momento in cui prova a piegarsi avverte una forte fitta di colore. In quel momento l'uomo si accorge dello squarcio all'addome. E' abbastanza profondo perchè gli si vedano le interiora.
Il vampiro si siede in maniera scomposta, finchè riesce a mettersi più comodo

Furono in due allora. Uno accanto all'altro. In attesa della morte, con una semplice sigaretta in mano.
E questo è tutto.



autore                                    
Roberto Paolini