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Tra le malattie che hanno alimentato le credenze sui vampiri, quella più diffisa è l'anemia. Si tratta di un apatologia ematica ereditaria che provoca una carenza di globuli rossi, con pallori, difficoltà di respirazione, affaticamento e svenimenti. Sintomi che si ritenevano causati dal morso del vampiro anche in assenza di buchi sul collo o altrove.
La catalessi, invece, rallenta talmente le funzioni vitali, come il battito cardiaco, da far considerare una persona morta. E quando il soggetto caduto in catalessi riprendeva a muoversi, poteva accadere cge qualcuno lo credesse un morto vivente. Ma di tutte queste malattie "da vampiro" quella più singolare è senza dubbio la porfiria, causata dalla mutaziobe dei geni che regolano la produziobe di eme, una parte dell'emoglobina. Fino agli anni '50 non esistevano cure e oggi circa 100.000 persone in tutto il mondo soffrono di questa patologia. Negli stadi acuti, la pelle, in presenza di della luce del sole, s'infiamma, spaccandosi, e intorno alle piaghe si verifica una notevole pilifera, facendolo quasi apparire un licantropo. Il malato di porfiria accusa dolori tremendi, urla per il male, e può talvolta arrivare alla pazzia come potrebbe essere capitato a Van Goth e Giorgio III d'Inghilterra. I malati di porfiria devono inoltre uscire solo di notte e in nessun caso esporsi ai raggi ultravioletti, e devono stare lontani dall'aglio, che secondo recenti scoperte scientifiche provoca un peggioramento del quadro clinico. Ingrediente, l'aglio, che tra l'altro era molto presente nella cucina balcanica. Infine i tessuti delle gengive, in un soggetto affetto da porfiria, si assottigliano e mettono in evidenza i denti, i canini compresi. Insomma, una serie di sintomi che impressionerebbero anche la mente più portata a escludere le superstizioni vampiresche.

di Antonio Armano e Fabio Sclosa

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