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Daniele: “Stasera che fate? Vi va di vedere un film tutti insieme?”
Mamma: “No, stasera dobbiamo andare ad una riunione con il sindaco. Per far partecipare tutti i cittadini, il sindaco ha deciso che per tre sere farà lo stesso discorso, così tutti potranno partecipare, mi sembra una bella idea. Non credi?”
Daniele: “Certo. Posso venire anche io?”
Babbo: “Non c’è bisogno. Non ci saranno ragazzi della tua età, quindi è meglio che stai a casa e ti metti sotto con lo studio, d’accordo?”
Daniele: “Va bene! Io salgo in camera e comincio subito a studiare.”
Almeno questo è quello che credono loro; salgo di sopra, mi tolgo le scarpe per non fare rumore e poi sbatto la porta per far sembrare che sono entrato in camera. Scendo pian piano le scale e mi siedo su uno degli ultimi gradini per sentire cosa dicono.
Babbo: “Non possiamo continuare così, lo sai! Siamo gli unici che hanno ancora il figlio umano, non è possibile”
Mamma: “Non è vero, ci sono altre famiglie che si trovano nelle nostre stesse condizioni: tutti quelli che hanno il cane a casa non possono vampirizzare i loro figli. Guarda Daniele, sta sempre con quello schifoso animale, come facciamo ad avvicinarci a lui? Non deve sospettare niente, quindi per adesso non dobbiamo agire, stasera il sindaco di dirà cosa è meglio fare.”
Babbo: “Per questa volta ti ascolto! Ora è meglio cambiare discorso altrimenti Daniele potrebbe sentirci. Complimenti per la cena, era squisita…”
Questo non mi interessa. Ho già sentito abbastanza e non mi resta che telefonare a tutti quelli che hanno il cane a casa. Chiamo Sara, Michele ed Elisa, ma purtroppo mi fanno sapere che hanno dato via i loro cani, allora sento Luca.
Luca: “Pronto?”
Daniele: “Ciao, sono Daniele, come va?”
Luca: “Tutto a posto”
Daniele: “Senti, volevo sapere cosa fai stasera. I miei sono andati ad una riunione in comune e ho visto che molta gente del paese ha fatto lo stesso, ti va di fare quattro passi?”
Luca: “Anche i miei genitori ci sono andati. Ti volevo chiedere una cosa molto importante per me: come sta Todd?”
Daniele: “Todd sta benissimo, ma…”
Luca: “…quindi significa che tu non sei…”
Daniele: “Un VAMPIRO? Anche tu pensi quello che penso io?”
Luca: “Non è che lo penso e basta, ho sentito i miei genitori che ne parlavano e ho scoperto anche molte altre cose, ma è meglio parlarne di persona se per te non è un problema.
Daniele: “Certo, non c’è nessun problema. Tra 5 minuti ai giardini, ok?
Luca: “Non portare Todd, tanto devo portare fuori i miei due cani, così mi aiuti a tenerne uno. A tra poco”.
Finalmente ho trovato qualcuno che si trova nelle mie stesse condizioni. Ora potrò parlare di quello che ho sentito oggi e sapere quello che hanno detto i suoi genitori. Esco di casa e dopo aver attraversato la strada mi ritrovo ai giardini; mi siedo su una panchina e aspetto l’arrivo di Luca.
Dopo qualche minuto vedo un’ombra che si avvicina: è Luca, ma è solo, senza i suoi cani e si sta avvicinando a me; senza dire una parola, si siede.
Daniele: “Dove sono i tuoi cani?”
Luca: “Non c’è bisogno di loro, siamo tu ed io, non basta?”
Daniele: “E se viene qualche vampiro e ci attacca?
Luca: “Vampiri…ancora credi a queste favolette…? Non ti sembra assurdo?”
I suoi occhi iniziano ad emanare una luce strana, simile a quella che ho visto quella sera provenire dagli occhi di Riccardo e della sua amica… Sorride e la pochissima luce che ci illumina, lascia intravedere due canini lunghi e affilati uscire dalla sua bocca…
Daniele: “Ma tu…tu sei un…”
Luca: “Un vampiro? Non mi piace essere chiamato VAMPIRO, preferisco SUCCHIASANGUE!!!”
Cazzo!!!! Inizio a correre il più rapidamente possibile, ma sento il rumore dei suoi passi proprio dietro di me…Corro senza sosta percorrendo tutti i giardini e cerco di imboccare delle stradine nascoste, ma è sempre dietro di me.
Luca: “È inutile che scappi…tanto ti prendo e ti faccio diventare come me, o forse ti ucciderò per bere il tuo sangue, sai…ho davvero sete!!!”
Non faccio caso a quello che mi sta dicendo, l’unica cosa che riesco a pensare è che devo arrivare velocemente a casa oppure diventerò un vampiro…Prendo una stradina nascosta dalle piante e continuo a correre anche se non ce la faccio più. Sono quasi di fronte a casa mia e mentre scappo cerco di trovare la chiave di casa, così non perderò tempo una volta arrivato. I suoi passi sembrano distanti, ma questo non mi basta per rallentare…raggiungo la porta di casa e tremando riesco ad infilare la chiave nella serratura. Apro la porta e sento che Luca è appena arrivato sul pianerottolo: riesco ad entrare e a richiudere la porta prima che mi prenda. SONO SALVO. Luca continua a sbattere sulla porta urlandomi di farlo entrare, ma non sarà accontentarlo.
Terrorizzato riesco ad arrivare in camera e prendere Todd che sta seduto sopra il letto aspettando il mio arrivo; lo stringo forte a me e prometto a me stesso che non lo lascerò più.
Luca è riuscito a fregarmi e ora sa che sono al corrente di tutto. Prendo l’elenco telefonico e cerco il numero del bar. Chiamo.
Laura: “Pronto, chi parla?”
Daniele: “Ciao Laura, sono Daniele, ti ricordi di me? Sono quello che è venuto l’altra mattina al bar…”
Laura: “Certo che mi ricordo. Cosa è successo? Sembri spaventato!!!”
Daniele: “Ti avevo parlato delle strane cose che succedono in paese, ti ricordi? Ecco, sono sicuro che qui ci siano dei vampiri!”
Laura: “Si, lo so! Ieri sera ho visto un ragazzo che attaccava un’anziana signora e sono corsa nel bar. Ora non sono sola, c’è Ron qui con me!”
Daniele: “Chi è?”
Laura: “È il mio cane. Non mi andava di lasciarlo solo a casa, così l’ho portato con me!”
Daniele: “Perfetto. I vampiri temono i cani, quindi se esci sempre con il tuo cane, non ti succederà nulla. Potresti chiudere il bar e venire qui a casa mia? Non mi sento sicuro di uscire!”
Laura: “Potrei chiudere il bar, ma chi mi assicura che non sei un vampiro anche tu? Non ci si può fidare di nessuno!!!”
Daniele: “Ti prego, credimi. Vieni con Ron e vedrai che puoi stare tranquilla. Abito a due minuti a piedi dal bar, in via Roma n° 7, è l’unica casa che in questo momento ha la luce accesa!”
Laura: “Non so come hai fatto, ma mi hai convinto. Tra cinque minuti sono lì”
Adesso penso di poter stare tranquillo. Tra poco sarà qui Laura e ne parlerò con lei.
Intanto faccio mangiare Todd e poi mi siedo con lui in poltrona ad aspettare il suo arrivo. Suona il campanello.
Daniele: “Sei tu?”
Laura: “Si, sono Laura! Sono qui con Ron”
Daniele: “Ok”
Apro la porta e vedo Laura che tiene in braccio il suo Ron, un bellissimo cane marrone.
La faccio accomodare in salotto e le presento Todd.
Daniele: “Ti ringrazio molto. Prima sono uscito con un mio amico che si è rivelato un vampiro e che voleva uccidermi; ho corso senza sosta e sono riuscito ad entrare a casa.”
Laura: “Un’esperienza terribile! Ma non avevi Todd?”
Daniele: “No, mi aveva detto che si sarebbe portato i suoi due cani e invece mi ha fatto una bella sorpresa.”
Laura: “In questi giorni sono venute parecchie persone al bar e ho notato che erano tutte pallidissime e che facevano discorsi un po’ sconnessi, così ho fatto due più due e sono arrivata alla conclusione che si trattava di vampiri. Mi sono ricordata che un mio amico si era trovato nelle nostre stesse condizioni. Lui vive in un piccolo paese di 50 abitanti sulle Alpi e alcune persone si sono accorte subito di questi vampiri e sono riusciti a sconfiggerli. L’ho chiamato e mi sono fatta raccontare un po’ di cose.
Daniele: “Dimmi, magari può esserci d’aiuto”
Laura: “I vampiri sono creature molto strane e varie. Nasce tutto da un pipistrello che morde una persona e questa viene trasformata in un vampiro; inizia ad aver sete di sangue e morde chiunque le sta vicino, poi da quel momento continuano a mordere fino a contaminare tutto il paese”
Daniele: “Quindi se nessuno li ferma, questi invaderanno anche i paesi qui vicino e…”
Laura: “È qui che ti sbagli. Normalmente sono creature abbastanza solitarie e temono di essere scoperte e uccise, quindi non escono dal paese. Di solito scelgono i paesi con molto turismo e con pochi abitanti: mi sembra che qui sia così, no?”
Daniele: “Si, è proprio così”
Laura: “Appunto. Una volta vampirizzato tutto il paese, stabiliscono delle regole, come: non attaccare persone fuori del paese e non rivelare a nessuno la propria identità. Quel mio amico me ne aveva dette molte, ma ora ricordo solo queste. Una cosa importante da sapere è che per sconfiggerli tutti bisogna bruciare la parte in cui sono stati morsi, ma questo è molto difficile poiché non tutti vengono morsi sul collo, ognuno può avere la ferita in una parte diversa del corpo. L’altro modo è uccidere il primo vampiro, quello che per primo è stato morso dal pipistrello, ma anche questo è difficile, dato che può essere chiunque.”
Daniele: “Hai ragione, ma se stiamo attenti riusciremo a trovare una soluzione”.
Laura: “Se uccidiamo il loro capo, tutti gli altri saranno salvi e continueranno a condurre la vita normale di sempre, mentre se uccidiamo un qualsiasi vampiro, questo morirà e morirà anche l’essere umano che è in lui.”
Daniele: “La mattina che sono andato a trovare il mio amico e ho visto che la casa era piena di macchie di sangue, in camera sua ho trovato una foto che lo ritraeva con una ragazza che qui non ho mai visto. Ora la vado a prendere.”
Salgo in camera per cercare la foto e torno subito di sotto: non mi fido più neanche della mia stessa casa.
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di Daniele Particelli
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