[ « indietro ]     Daniele: “Eccola! L’ho trovata!”
Laura: “Senti…è meglio lasciare perdere tutto, ok? Ci trasferiremo in qualche altra parte e dimenticheremo questa storia! È meglio così!”
Daniele: “Ma che dici? Sei impazzita?”
Laura: “No, sono realista! Conosco questa ragazza, anche se è meglio dire ULTRACENTENARIA”
Daniele: “Cosa? Non ti capisco proprio!!”
Laura: “Lei è LIVED, una delle prime vampire. Il suo nome significa “Vissuta” e allo stesso tempo, se lo leggi al contrario è “DIAVOLO”, ti dice niente? Ha più di 600 anni e ogni tanto si diverte ad andare in piccoli paesi come questi per vampirizzare la popolazione al fine di non far scomparire la propria specie. In sostanza lei è immortale e non c’è nessun modo per sconfiggerla, ma in questo caso bisogna trovare la prima persona che ha vampirizzato ed ucciderla. Temo che sia proprio il tuo amico!”
Daniele: “Non so cosa dirti…tutto questo mi lascia impietrito! Se dobbiamo uccidere il mio amico per salvare un intero paese, non posso dire di no, ma non vorrei essere proprio io a farlo.”

Qualcuno sta bussando alla porta. Sono terrorizzato, ma vado a vedere. Chiedo chi è, ma non ricevo risposta. Non posso aprire, così chiedo a Laura di andare al piano di sopra per vedere dalla finestra chi sta bussando. Continuano a bussare con insistenza, ma nessuno parla; sento solo un respiro affannoso e dei graffi sulla porta. Laura mi dice che non vede nessuno; i rumori sono finiti e dopo qualche indecisione, decido di aprire la porta.
Quello che vedo a dir poco mostruoso: proprio davanti alla mia porta c’è il mio amico Alessio, disteso a terra in una pozza di sangue. Mi avvicino cautamente, non vorrei che fosse uno stupido scherzo, e sento che il suo cuore si è fermato. Lo osservo attentamente e vedo i due segni sul suo collo che mi fanno capire che è appena stato morso da un vampiro.
Chiamo Laura e appena arriva si mette ad osservare il corpo.

Laura: “Le ferite sul collo sono fresche, ma sicuramente il suo corpo non ha resistito a questa ingente perdita di sangue e così è morto”
Daniele: “Possiamo fare qualcosa per lui?”
Laura: “Solo portarlo dentro, pulirlo e portarlo da qualche parte, tanto per non far ricadere la colpa su di noi”.

Laura va a prendere uno straccio bagnato in cucina, mentre io, a fatica, tiro dentro il cadavere e lo sistemo vicino alla poltrona.
Laura torna con l’acqua ed inizia a pulire le tracce di sangue che si sono formate quando ho portato dentro il mio amico. Io sono sempre più sconvolto: sto pulendo il cadavere di uno dei miei migliori amici. Sento un dolore forte allo stomaco.

Laura: “Che ti succede?”
Daniele: “Non ce la faccio…era un mio caro amico…ed ora…è qui, morto davanti a me. Mi sta venendo da vomitare, è meglio che vada in bagno. Tu intanto togligli la maglietta, quanto riscendo, gliene prendo una delle mie, mi piacerebbe che venga sepolto con qualcosa di mio, in ricordo della nostra amicizia.”

Salgo le scale di corsa e corro in bagno a vomitare: è la prima volta che vedo un cadavere e come se non bastasse era anche mio amico.

Laura: “Corri…! Quando hai fatto, prendi anche il pezzetto di stoffa di cui mi avevi parlato!”
Daniele: “Eccolo, ma a cosa ti serve?”
Laura: “Guarda qui! Questa T-shirt è stata strappata e il pezzo che manca è proprio questo, quello che tu hai trovato nella fontana!”
Daniele: “Qui c’è qualcosa che non quadra. Sediamoci un attimo. Questo pezzo doveva appartenere al ragazzo che quella sera si è avvicinato a Riccardo e LIVED per accendere una sigaretta, invece è stato assalito. Era molto buio e non ho visto bene chi fosse quel ragazzo, ma se era Alessio, questo significa che…”
Alessio: “ESATTO. Io non sono affatto morto, in altre parole sono morto, ma non sono morto: non so se mi capite. Ero alla riunione con il sindaco e ci siamo accorti che erano rimasti umani solo 5 persone: tre le abbiamo già uccise…non sapete che banchetto che abbiamo fatto. Avevano seguito i loro amici fino in comune, ma non sono stati molto attenti…Quindi sono rimaste solo due persone…è guarda caso siete proprio VOI! Non sapevamo come fare e abbiamo escogitato questo trabocchetto. Il morso che vedete sul mio collo non è quello che mi ha vampirizzato: la prima volta sono stato morso qui, sulla pancia e il sangue che avete visto e pulito era quello delle nostre tre vittime.
Daniele: “Ma ti ho sentito il cuore e…non batteva!!!”
Alessio: “Sei proprio uno stupido…i vampiri sono come dei morti…è normale che il cuore non batte. In ogni caso non mi hanno mandato qui per intrattenere una conversazione, ma per uccidervi, quindi sbrighiamoci perché gli altri hanno una gran fame…Da chi devo cominciare?”
Daniele: “Dal CAZZO! Todd, attacca!!!! Anche tu RON!”

I due cani iniziano ad abbaiare contro il mio “amico”, che si allontana impaurito. I cani lo spingono contro il muro e oramai non ha più via di scampo.

Daniele: “Come sei coraggioso! Due cani così piccoli che male possono farti? Al massimo ti mordono, ma a questo sei abituato, no?”
Alessio: “Aiuto!!! Se questi schifosi animali mi mordono, contamineranno il mio sangue e morirò nel giro di pochi minuti. Salvatemi e non vi farò niente!”
Laura: “Povero illuso! Come puoi pensare che dopo quello che hai fatto, noi ti possiamo credere. Possiamo fare un piccolo patto…”
Daniele: “Ma sei pazza? Un patto con un vampiro?”
Laura: “Lascia fare a me, mi è venuta un’idea fantastica! Vedi caro Alessio, questi cani sono veramente cattivi e obbediscono ad ogni nostro comando. Se ci dici chi è la prima persona che è stata morsa dalla celebre LIVED, la vostra creatrice, noi ti lasciamo andare, altrimenti ordineremo ai nostri fedelissimi amici di morderti e in quel caso per te sarà la fine. Riflettici, anche se non hai molto tempo!”
Alessio: “Va bene, ma dovete assicurarmi che manterrete la parola.”
Daniele: “Promesso!”
Alessio: “La persona che state cercando è Riccardo, il nostro compagno di classe: è stato morso per primo, dopodiché LIVED se ne è andata e ha lasciato a lui il compito di vampirizzare tutto il paese, ma adesso dovete farmi andare via.”
Laura: “Certo, una promessa è una promessa. Ti ho aperto la porta! Ora vattene prima che i nostri cani ti mordano!”

È scappato! Come ha fatto a credere che questi due splendidi cagnolini potessero morderlo? Adesso non ci resta che cercare Riccardo, capire dove è stato morso e ucciderlo. A dirlo sembra una sciocchezza, ma penso che metterlo in pratica sarà un po’ più difficile.
Purtroppo le cose non vanno come crediamo: tutti i vampiri della città in questo momento sono radunati intorno alla mia casa e vogliono entrare a tutti i costi…

Laura: “Siamo in trappola! Tra qualche minuto entreranno e ci uccideranno, non c’è nessun modo per scappare.”
Daniele: “Non essere pessimista! Troveremo una soluzione! Dobbiamo andare in garage e prendere la tanica di benzina che mio padre tiene come scorta e poi dobbiamo…bruciare la casa, non c’è altra soluzione.”
Laura: “Sei sicuro? Mi sembra una cosa azzardata. Dobbiamo riuscire a far entrare solo il tuo amico Riccardo e poi ce la vedremo con lui, ok?”
Daniele: “Mi è venuta un’idea. Fai parlare me!”

Mi avvicino alla porta e inizio a parlare.

Daniele: “Sentite…siamo arrivati ad una conclusione: siamo convinti di non aver altra via d’uscita che diventare come voi, ma vorremmo essere tramutati in vampiri da colui che per primo è stato contaminato.”

Nessuno risponde.

Riccardo: “Sono io il PRIMO VAMPIRO!”
Daniele: “Bene. Ti facciamo entrare, ma vogliamo che entri da solo. Se proprio dobbiamo diventare vampiri, ci piacerebbe farlo alla grande, non sei d’accordo?”
Riccardo: “A me sembra una stronzata, ma se è quello che volete, perché non accontentarvi? Tanto fra dieci minuti sarete entrambi vampiri.”
Daniele: “Allora siamo d’accordo? Apro la porta ed entri solo tu, va bene?”

Daniele: “Laura…se rispetta il patto, tu devi solamente gettargli addosso la benzina e io gli do fuoco con questo, va bene?”
Laura: “Ho capito, ma se non rispetta il patto?”
Daniele: “In quel caso siamo morti!!!”
Riccardo: “Allora? Mi fate entrare?”
Daniele: “Si”

Apro lentamente la porta e fortunatamente c’è solo Riccardo. Tutti gli altri si sono allontanati e stanno aspettando fuori dal cancello. Sono agitatissimo.
Lo faccio entrare lentamente e subito Laura gli lancia addosso la benzina. Riccardo inizia a gridare e subito tutti gli altri vampiri corrono in suo aiuto, ma riesco lo stesso ad accenderlo.
Il mio amico sta ardendo come una torcia e si sta contorcendo da dolore, mentre gli altri vampiri si tengono a distanza perché il fuoco potrebbe uccidere anche loro.
Dopo qualche minuto quel che resta di Riccardo è poco più che cenere e tutti gli abitanti giacciono per terra come morti. L’incubo è finito.

E’ passato un anno da quella brutta esperienza e la vita è tornata quella di sempre. I vampiri sono tutti scomparsi e finalmente mio fratello è nato e già gli voglio molto bene. Ho deciso di chiamarlo Riccardo in memoria del mio amico scomparso. La scuola è finita e forse mi iscriverò alla facoltà di Medicina.
Adesso i miei genitori sono andati al matrimonio di mia cugina e mi hanno chiesto se potevo rimanere a casa con il mio fratellino che è ha solo cinque mesi. Dovete vedere quanto è carino: adesso ci sto giocando e…mi ha appena morso…aspetta…i suoi denti sono…….ha solo i canini e……sono lunghi e affilati……forse è......SONO UN VAMPIRO.

di Daniele Particelli